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AREA ANZIANI
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- Assistenza domiciliare e servizi integratvi
- Servizio di pasti a domicilio
- Centri diurni Gestione
- Casa Protetta di Crespellano
- Accoglienza e inserimento Alloggi Protetti
- Erogazione contributi economici ed integrazione al pagamento delle rette presso strutture residenziali
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PROGETTO BADANDO: LE BADANTI NELLA RETE DEI SERVIZI
Il nostro Distretto e’ interessato dal consolidarsi del “fenomeno badantato”: sempre piu’ famiglie fanno ricorso ad assistenti familiari nella cura delle persone anziane. Questo fenomeno determina l’importanza di organizzare politiche di governo in grado di contestualizzare l’assistenza familiare nella rete territoriale dei servizi alla persona, rispondendo sia ai bisogni delle famiglie che alle esigenze delle badanti.
Badando è pertanto un progetto che attraverso uno sguardo “strabico” cerca di conciliare i bisogni di assistenza espressi dalle famiglie, quelli di qualificazione dei servizi propri dell’Ente pubblico, quelli di garanzia, continuita’ e tutela del lavoro richiesti delle assistenti familiari.
Le azioni previste sono pertanto: 1. realizzazione di percorsi formativi per le assistenti famigliari occupate e/o disoccupate;
2. creazione di un albo delle assistenti famigliari formate o conosciute; 3. supporto qualificato alle famiglie nella scelta dell’assistente familiare che meglio si adatta alle esigenze di assistenza espresse; 4. individuazione di più associazioni di categoria che possano seguire gratuitamente la famiglia, in possesso di determinati requisiti reddituali, nell’attivazione e gestione del rapporto di lavoro; 5. monitoraggio del lavoro della badante tramite l’assistente sociale responsabile del caso e un’assistente domiciliare, opportunamente formata.
6. possibilità per le famiglie di accedere ad un contributo nel caso in cui necessitino di pacchetti di assistenza per brevi periodi , da erogarsi tramite “badanti” fornite da agenzie di lavoro interinali selezionate a seguito di avviso di accreditamento;
7. contributo aggiuntivo di € 480,00 annui da erogarsi alle famiglie, in possesso di determinati requisiti reddituali, che assumono una badante a tempo pieno in assenza di assegno di cura;
8. attestazione delle competenze ECC (European Care Certificate) delle badanti formate;
9. organizzazione corsi OSS (Operatore/trice socio sanitario/a) in versione ridotta precisamente 300 ore grazie al riconoscimento delle competenze acquisite in situazione.
Gli obiettivi di tali azioni possono essere riassunti come segue: a) mantenimento di una gestione diretta dell’attività formativa e di tutoraggio delle badanti da parte dell’Ente pubblico (Comune, ASC InSieme e ASL), ritenuta particolarmente significativa nell’ottica della “messa in rete” dell’assistenza familiare; b) sensibilizzazione delle famiglie che già usufruiscono dell’assistenza familiare; c) formazione a quelle badanti che già svolgono attività assistenziale spesso senza un’adeguata competenza e cognizione della rete dei servizi; d) tutoraggio nel tempo delle badanti formate e anche di quelle non formate; e) creazione di un’unica banca dati distrettuale; f) costruzione con le parti sociali di un patto per l’emersione del lavoro nero e la regolarizzazione dell’assistenza familiare; g) previsione di momenti di continuità socializzante e di aggiornamento per tutte le badanti conosciute.
Attraverso queste attivita’ si affronta in maniera organica il fenome del badantato da tempo utilizzato sul territorio in maniera diffusa, senza però la dovuta consapevolezza delle difficolta’, dei diritti e dei doveri connessi al diventare datore di lavoro di individui spesso a loro volta scarsamente informati e consapevoli. Riteniamo invece che tale fenomeno se regimentatato e qualificato posso rappresentare un’importante integrazione agli attuali servizi della rete: assistenza domiciliare, centro diurno, assegno di cura e casa protetta in quanto risponde in maniera puntuale alle esigenze delle famiglie moderne spesso coinvolte in piu’ di una responsabilita’ di cura, con problemi di organizzazione derivanti dai moderni e spesso frenetici ritmi di vita.
Accordo 1 Accordo 2
Opuscolo informativo
Dati di attività
Progetto Badando raccontato dai cittadini: intervista badando e Vista da Vicino
Progetto Badando sempre
Le storie di Badando
Badando sollievo
PROGETTO DIMISSIONE PROTETTA: PRESA IN CARICO DOMICILIARE FACILITATA
Il Progetto prevede una possibilità di risposta integrata di tipo socio-assistenziale temporanea per casi selezionati di DIMISSIONE PROTETTA ospedaliera a garanzia della continuità di cura. Si configura come un intervento di assistenza domiciliare con obiettivi riabilitativi e di riorganizzazione del setting familiare erogato da un gruppo di operatori che intervengono fino a tre ore al giorno, durante tutto l’arco della giornata, anche durante i giorni festivi. L’intervento dura di norma un mese ed e’ gratuito, non si tratta di un servizio a domanda ma viene proposto da personale sanitario e sociale in presenza di un progetto di cura a domicilio di lungo termine. La famiglia durante questo periodo attraverso il supporto qualificato degli operatori puo’ procedere all’organizzazione del nuovo contesto che le potra’ permettere, a intervento terminato, di assistere a domicilio il congiunto non autosufficiente.
Al termine di 30 giorni previsti per la presa in carico, la continuità del progetto assistenziale potrà essere garantita autonomamente o attraverso l’accesso prioritario al servizio di Assistenza domiciliare, di Centro diurno o tramite le opportunita’ del progetto Badando. La procedura di segnalazione dei casi avviene direttamente dall’ospedale e dal Centro Cure Domiciliari dell’Azienda USL, possono essere attivati interventi anche a favore di utenti gia’ a domicilio ma vittima di un evento che ha messo in crisi il progetto di aiuto (es. malattia del care giver, aggravamento repentino delle condizioni di salute …). Entro quattro giorni dalla segnalazione l’assistente sociale contatta la famiglia e condivide il progetto d’aiuto, entro 7 giorni il caso viene valutato dall’UVG, unita’ di valutazione geriatrica, composta oltre che dall’assistente sociale anche dal medico geriatra e da un infermiere, entro 10 giorni dalla segnalazione l’intervento viene attivato. Alla terza settimana gli operatorio verificano con la famiglia, che intanto si e’ potuta dotare di tutti gli ausili tecnici e supporti conoscitivi, gli effetti del servizio e condividono le modalita’ di gestione dell’utente anziano una volta terminato. Durante l’anno 2011 hanno usufruito del servizio circa 100 famiglie in tutto il Distretto di cui 21 residenti a Casalecchio, nei primi sei mesi del 2012 le famiglie assistite sono state 78 di cui sempre 21 residenti a Casalecchio.
Slides di presentazione - Dimissioni protette
PROGETTO PASSI D’ARGENTO: SORVEGLIANZA QUALIFICATA SULLA SALUTE DEGLI ANZIANI
Anche il nostro Distretto e’ interessato, attraverso la partecipazione di 3 Comuni campione (Casalecchio, Zola, Crespellano), al sistema di sorveglianza denominato Passi d’Argento , promosso dal Ministero della Salute e dalle Regioni. Si tratta nello specifico di una indagine periodica sulla qualità della vita delle persone con più di 65 anni, al fine di fornire informazioni utili per le scelte di politiche socio-sanitarie. Sono state prodotte molte ricerche sulla popolazione anziana ma questo progetto si differenzia da una classica statistica che è destinata a fornire una immagine statica dell’universo indagato. Infatti Passi d’argento si evidenzia come un “sistema” di sorveglianza idoneo a fornire in modo dinamico la costante diffusione di informazioni per la programmazione di interventi e il miglioramento di quelli esistenti oltre che essere strumento di informazione per l’utenza. L’OMS, a fronte del costante invecchiamento della popolazione, ha delineato tre pilastri fondamentali per un “invecchiamento attivo”: Partecipazione, Salute, Sicurezza al fine di favorire il passaggio da politiche che considerano gli anziani come soggetti passivi a politiche che li vedano invece protagonisti di ruoli attivi. Per far questo occorre monitorare la situazione a partire dalle fasi precedenti la fragilità per comprenderne e prevenirne i possibili rischi. In altri termini: sorvegliare per agire. Gli esempi di questa azione possibile sono molteplici, basta pensare alla condizione stessa di “salute”: fa chiaro riferimento al benessere e, perché questo accada, occorre che gli Enti Locali favoriscano politiche di inclusione grazie alle quali il bisogno pesante si manifesti il più tardi possibile mettendo quindi in piedi interventi leggeri in grado di prevenire. Oppure, ancora, azioni per la salute del care-giver, (soprattutto donna), non tanto dal punto di vista biologico quanto da quello psico- sociale per i maggiori carichi assistenziali, la conciliazione dei tempi di cura, di vita, di lavoro e il maggiore rischio di isolamento sociale. Elementi che devono orientare le politiche sociali al sostegno con servizi di supporto alla domiciliarità.
I principali temi indagati riguardano pertanto: 1. Descrizione della popolazione degli anziani per caratteristiche anagrafiche e condizioni socio-economiche 2. Descrizione dello stato di salute e della qualità di vita della popolazione di 64 o più anni così come riferito dagli stessi anziani 3. Stima della proporzione di anziani-risorsa per la famiglia o la collettività in termini di collegamenti sociali e di valorizzazione della persona anziana 4. Stima della proporzione di persone a rischio di fragilità (sesso, età, memoria, sintomi di depressione, cadute, ricoveri, disturbi uditivi, visivi e masticatori, sedentarietà, ecc.) 5. Stima dela proporzione di persone fragili 6. Stima della distribuzione della popolazione anziana per autonomia funzionale, autosufficienza e disabilità g) Descrzione del tipo e qualità dell’assistenza e del bisogni espressi da parte di tutti gli anziani
Il risultato dell’indagine andrà a definire 4 gruppi: a) persone in buona salute e a basso rischio di malattia b) persone in buona salute ma a rischio di malattia e fragilità c) persone con segni di fragilità d) persone con disabilità
E’ in questo quadro dunque che si colloca la sorveglianza “passi d’argento” per la quale saranno impegnate nella fase di raccolta dei dati le Assistenti Sociali dei 3 Comuni interessati e che, con modalità che verranno comunicate tramite lettera, intervisteranno il campione di ultrasessantacinquenni che verrà selezionato.L’indagine si concludera’ a fine anno.
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